UN PROCESSO ARTISTICO AI MORTICELLI

Nel 1490 a Milano, in occasione di una festa,  Leonardo da Vinci inventa una macchina rivestita da otto specchi in cui chi entrava poteva vedere la sua figura rispecchiarsi all’infinito.  Homme dans un cercle de miroirs è la didascalia moderna al disegno, ora a Parigi, della cabina di specchi realizzato dall’artista rinascimentale.
Lo specchio è fin dall’antichità lo strumento che ci aiuta a guardare ciò che non possiamo  osservare: guardarsi in uno specchio implica la scoperta della verità e la riflessione: “rinviare indietro /rispecchiare”, ma anche “meditare”, sedurre, spiare chi osserva, chi si osserva. Attraverso lo specchio si può inoltre osservare l’altro senza entrare nel suo mondo, si può conoscerlo senza restare pietrificato, come accadeva a chi osservava Medusa negli occhi.
Lo specchio è però anche lo spectrum, cioè l’anima del defunto che resta intrappolata in esso.

La cabina, il cercle de miroirs, che sarà realizzata in modo collettivo all’interno della Chiesa del Monte dei Morti potrebbe essere una moltiplicazione / abolizione della moderna autorappresentazione digitale.

Chi entra nell’ottagono entra nello spazio dell’osservazione riflessa; ognuno, privo di telefono e di macchina fotografica, diverrà oggetto di ripresa, riproduzione.

Chiunque entra nell’ottagono, può presentarsi nel modo più fantasioso possibile. Può portare oggetti, animali, può indossare nulla o tutto.

Caroline Peyron e Black Napkin raccoglieranno le immagini riflesse attraverso foto, video, disegni, che verranno a loro volta rielaborati e ricomposti. Ad ogni soggetto sarà così dedicata un’opera che sarà successivamente esposta.

IL PROCESSO ARTISTICO:
1. PRESTA O DONA IL TUO SPECCHIO

presta o dona uno o più specchi, di qualsiasi forma e colore ai Morticelli. Contattaci o lascia il tuo specchio all’esterno dell’ex chiesa dei Morticelli – Salerno, Largo Plebiscito.

2. COSTRUIAMO L’INSTALLAZIONE
partecipa alla costruzione dell’installazione con il team: lavoreremo il legno per realizzare i pannelli che ospiteranno gli specchi.

3. Homme dans un cercle de miroirs
il 29 Giugno,dalle 11.00 alle 17.30, potrai entrare nella cabina di specchi al centro dei Morticelli una persona alla volta. Caroline Peyron e Black Napkin ti fotograferanno solo, libero con qualsiasi cosa voglia, da oggetti ad animali. Puoi togliere o mettere quello che vuoi.

4. VIENI ALL’ESPOSIZIONE FINALE
in autunno, Caroline Peyron e Black Napkin mostreranno il risultato degli scatti attraverso una rielaborazione delle fotografie prodotte il 5 Ottobre

AN ARTISTIC PROCESS TO MORTICELLI
In 1490 in Milan, on the occasion of a party, Leonardo da Vinci invented a machine covered with eight mirrors in which those who entered could see his figure reflected to infinity. ‘’Homme dans un cercle de miroirs’’ is the modern caption to the drawing, now in Paris, of the mirror cabin made by the artist.
Since ancient times, the mirror has been the instrument that helps us to look at what we cannot observe: looking at ourselves in a mirror implies the discovery of truth and reflection: “returning back / mirroring”, but also “meditating”, seducing, spying on who observe, who is observed. Through the mirror it is possible also to observe the other without entering his world, it is possible to know him without being petrified, as it happened to those who observed Medusa in the eyes.
But the mirror is also the spectrum, that is, the soul of the deceased who remains trapped in it.

The cabin, the cercle de miroirs, which will be created collectively within the Church of the Monte dei Morti could be a multiplication / abolition of modern digital self-representation.

Whoever enters the octagon enters the space of the reflected observation; everyone, without a telephone or a camera, will become the object of shooting, reproduction.

Anyone who enters the octagon can present himself in the most imaginative way possible. He can carry objects, animals, he can wear anything or everything.

Caroline Peyron and Black Napkin will collect the images reflected through photos, videos, drawings, which will be reworked and recomposed. A work will be dedicated to each subject, which will then be displayed.

THE ARTISTIC PROCESS:
1. PRESENT OR DONATE YOUR MIRROR
lends or gives one or more mirrors, of any shape and color to the Morticelli. Contact us or leave your mirror outside Morticelli church – Salerno, Largo Plebiscito.

2. WE BUILD THE INSTALLATION
participate in the construction of the installation with the team: we will work the wood to make the panels that will house the mirrors.

3. Homme dans un cercle de miroirs
on June 29th, from 11.00 to 17.30, you can enter the mirror cabin in the center of the Morticellis one person at a time. Caroline Peyron and Black Napkin will photograph you alone, free with whatever you want, from objects to animals. You can remove or put what you want.

4. COME TO THE FINAL EXHIBITION
in the fall, Caroline Peyron and Black Napkin will show the results of the shots through a reworking of the photographs produced on October 5th.

GLI ARTISTI/THE ARTISTS :
Black Napkin
(1975), nella scia di quanti hanno messo in crisi e fatto ridefinire il concetto di autorialità, parte spesso dal recupero di materiale fotografico per poi ri-utilizzarlo e ri-significarlo. Immagini d’ogni tipo entrano nel suo lavoro: trovate in rete, rubate a qualunque fonte cartacea o febbrilmente scelte sui banchi dei mercati delle pulci tra quelle che chi “fa” album di famiglia avrà scartato e riposto in una scatola. La selezione non è determinata dalla possibilità di conoscere, ricostruire o raccontare storie, cosa che non gli interessa per nulla; né dagli elementi propri di una foto di qualità (Marco De Gemmis)

Da tempo Caroline Peyron è una presenza fondamentale nel panorama artistico partenopeo: nata in Francia, vive a Napoli dagli anni Ottanta. Sue mostre personali si sono tenute a Napoli presso l’Institut Français, la Biblioteca Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo civico di Castel Nuovo. In parallelo, si svolge la sua esperienza con gli atelier di pittura e i laboratori di disegno con bambini, ragazzi e adulti, presso scuole o istituzioni come il Museo di Capodimonte e l’Archeologico e l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. Ha diretto l’atelier di pittura per “Chance”, la scuola della seconda occasione a Napoli.

Nel Maggio 2018 dopo due anni di lavoro, la composizione di otto grandi quaderni, la raccolta di un centinaio di oggetti, e la realizzazione di due grandi tavole, che hanno oscillato dalle mani di Caroline Peyron a quelle di Black Napkin, da quelle di Black Napkin a quelle di Caroline Peyron, è nata la mostra Swing presso la Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, a  Napoli.

Ancora in una Chiesa, a Salerno, grazie al collettivo BLAM, i due dialogheranno con tutti i partecipanti per far nascere nuove visoni, nuove immagini, una nuova zona di contatto.

Per seguire tutte le fasi del processo clicca qui: https://www.facebook.com/events/1666650976770531/

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