Facciamo il punto.

4 appuntamenti per 4 settimane di fine estate,
oltre 200 presenze ai tour “Largo al Bello”,
oltre 600 spettatori al cinema di quartiere “Largo al Cinema”,
circa 16 Kg di granite donate,
55 litri di birra consumati,
1000 bicchieri eco-compatibili utilizzati,
circa 150 posti occupati ogni sera,
circa 60 piante
30 sdraio per vedere il cinema sotto le stelle,
20 ore di divieto di transito in Largo Plebiscito,
32 ore senza macchine parcheggiate in Largo Plebiscito,
circa 180 biglietti del Museo staccati durante gli eventi,
4 associazioni coinvolte,
4 chiese aperte contemporaneamente di sera

 

non sono tutto. La Festa prodotta si racconta anche tra i tavoli di riunione con l’amministrazione, nelle assemblee pubbliche, tra le votazioni on-line, nella gara di donazione, nell’Agosto caldo e pieno di incontri, nei commercianti diventati produttori, nelle persone che hanno regalato viti, tagli in falegnameria, bottiglie d’acqua e pasticcini, tra i sorrisi di chi si incontrava in Largo Plebiscito per poterci finalmente restare, nelle sedie portate da casa per liberare posti, nelle persone che le sedie aiutavano a smontarle, tra i vassoi di pizze e cuoppi che viaggiavano in piazza, tra le persone che si sono conosciute per la prima volta, fra coloro che una volta seduti “che film vediamo stasera?”, nelle lucette a bulbo, nel divertimento dei vigili urbani e dei bambini seduti sui cuscini in piazza.
Per tutto questo, che fa Festa e produce Esperienza, i numeri non bastano a quantificare la bellezza prodotta, l’energia emanata, i legami nati, i valori più profondi cui proveremo a dare un nome.

Da quando abbiamo riaperto l’ex chiesa dei Morticelli, a Dicembre 2018, abbiamo sempre avuto al consapevolezza che la sua trasformazione in laboratorio urbano avvenisse in un punto nevralgico del centro storico di Salerno dormiente da troppo tempo, e che i Morticelli potessero essere il cervello di operazioni più ampie da estendersi come tentacoli in frammenti urbani particolarmente fragili.

Largo Plebiscito, antistante San Sebastiano del Monte dei Morti, “i Morticelli” appunto, rappresentava uno di questi, bloccato perennemente tra vetture e flussi pedonali che senza senso lo tagliavano in mille pezzetti nelle ore diurne, e lo abbandonavano, se non per sfruttarlo come parcheggio, nelle ore notturne.
Quando abbiamo pensato al Cinema all’aperto in Largo Plebiscito, non abbiamo pensato soltanto al cinema all’aperto, ma ad un espediente fondamentale per testare, per la prima volta, Largo Plebiscito totalmente libero dalle auto e con motivazioni valide per lasciarsi vivere, non solo attraversare.
Quando abbiamo pensato al Cinema all’aperto in Largo Plebiscito, abbiamo pensato ad una Festa del quartiere che dovesse ospitare, nel migliore dei modi, vicini e lontani, noti e forestieri.
Quando abbiamo pensato al Cinema all’aperto in Largo Plebiscito, lo abbiamo fatto sapendo che non fosse questo un desiderio soltanto nostro, ma condiviso.

Per questo, abbiamo lanciato una call, invitandovi a partecipare alla progettazione dell’evento, a proporne tempi, modalità, film preferiti, in assemblee pubbliche e attraverso social e web.
Abbiamo allargato il tavolo delle discussioni all’amministrazione comunale, per individuare insieme alternative e soluzioni preferibili per generare il minore disagio.
Abbiamo aggiunto sedie al tavolo per conoscere le realtà del territorio che avrebbero accettato di far parte di questo piccolo grande esperimento.
Abbiamo ricostruito tutto quanto necessario per realizzare una mini-rassegna cinematografica in piazza, dai diritti ai permessi alla sicurezza, ai costi.
Abbiamo pubblicato un invito a partecipare e diventare produttori del progetto, che da 0€ ha trovato in un paio di settimane i fondi necessari per ottenere le pellicole, affrontarne le spese, costruire gli allestimenti.
In pochissimo tempo, si è attivata una rete di persone, commercianti, cittadini, associazioni, che è diventata una rete di produzione, mettendo a sistema non solo soldi, ma soprattutto tempo, prodotti, energie, conoscenze, sorrisi.

“Largo al Cinema” è stato questo, e molto di più, un esperimento urbano, sociale, culturale, che ha certamente messo in moto molecole che non possiamo arrestare.
Ecco, forse facciamo questo, mettiamo in moto molecole che non si possono arrestare.

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