Il podio di We Make City 2021

Nella strepitosa cornice del Parco del Mercatello, mercoledì 7 luglio si è conclusa la serata di Premiazione del concorso “Hackera la tua città!”, durante la quale, i partecipanti  hanno accolto cittadine e cittadini, amministrazioni e ricercatori, raccontando loro le proposte candidate.
Fino allo scorso 31 Maggio è stato possibile candidare idee per trasformare spazi pubblici in disuso o sottoutilizzati di Salerno proponendo un piccolo intervento, in seguito da co-progettare e realizzare insieme. In 20 spazi della città, all’interno di rioni e quartieri diversi di Salerno, cittadine e cittadini hanno ritenuto rilevante intervenire proponendo ventiquattro idee di trasformazione di spazi pubblici: aree verdi, larghi storici, parchi, piazze e spazi residuali sono solo alcuni di questi.

Ecco il podio delle idee candidate e il primo posto vincitore!
🥉 3°: “Il giardino dell’arte” – Rufoli, Via Rufoli, 67 di @Adele Cavallo e l’associazione Humus
🥈 2°: “La fermata verde” – Mercatello, Via Vito Fornari dell’associazione Arteria Salerno, nell’area candidata anche da Sergio Zappia
🏆 1°: “Orti Mercatello” – Quartiere Europa/Mercatello, Via Carnelutti di Luigi Calabrese e Andrea Passaro 
 
Alla serata ha partecipato anche la Commissione Tecnica che si è espressa in merito alla fattibilità e la disponibilità delle aree proposte, composta dagli Assessori Domenico De Maio e Antonia Willburger, l’Architetto Filomena Daraio dell’Ufficio di Piano del Comune di Salerno, le Prof.sse Rossella Trapanese del Dipartimento di Politiche Sociali dell’Università di Salerno e Maria Cerreta del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II.

 

We Make City 2021

Adesso, non resta che metterci a lavoro, la nostra prima volta nella zona orientale di Salerno, per sostenere e sviluppare quest’idea, iniziando un percorso di co-progettazione con cittadine e cittadini, attivando una Summer School con un cantiere collettivo insieme a studenti provenienti da tutta Italia e un Festival che inauguri, nel migliore dei modi, un nuovo luogo sottratto all’abbandono cui torneremo, insieme, a dare un nome.