Quali competenze per gestire centri culturali in modo sostenibile?
anno
2024 – in corso
luogo
Salerno
finanziato
Unione Europea NextgenerationEU Ministero della Cultura con il
supporto
Fondazione Comunità Salernitana Ets
#formazione
#cultura
#ambiente
#sostenibilita
PLACEMAKER fornisce un percorso di accelerazione per lo sviluppo di nuovi prodotti culturali inclusivi, accessibili e sostenibili, formando profili lavorativi ibridi, attraverso: percorsi di formazione per lo sviluppo di competenze in progettazione culturale sostenibile; accelerazione per l’ideazione di nuovi prodotti culturali con tutoraggio e mentorship di gruppo; affiancamento On the Job, con attivazione di tirocini formativi presso spazi culturali italiani.
L’emergenza climatica richiede un’azione collettiva in cui il settore culturale è chiamato a dare un contributo fondamentale in termini di visione, sensibilizzazione e azione. “Devo fare tutto io?!” direbbe G. Gaber, e noi rispondiamo “No, ma… anche si”, perché mai come in questi tempi gli enti culturali e creativi stanno acquisendo dimensioni e forme strutturate e collaborative capaci di fare concretamente la differenza.
In questo contesto, i centri culturali figurano sempre più come possibili vettori di supporto alla transizione ecologica a beneficio dei territori e delle comunità con le quali si relazionano, generando e accogliendo proposte culturali ibride e sostenibili.
Come si gestisce un Centro Culturale?
Quali competenze?
Quali sono i criteri utili a rendere i Centri Culturali inclusivi e accessibili per tutte le comunità (umane e non)?
A partire da queste domande il progetto “Placemaker” ha l’obiettivo di formare nuove competenze under-35 nella gestione culturale e sostenibile di centri culturali.
Il percorso Placemaker offre gratuitamente i seguenti servizi:
- Percorso di formazione per figure professionali che ibridano le competenze del sustainable and inclusive manager e del progettista culturale. Il servizio forma, nella progettazione culturale, su co-progettazione e pianificazione strategica, promozione e comunicazione, community engagement, network e fundraising e, nella progettazione sostenibile, su riduzione dell’impronta ecologica, applicazione dei CAM, valutazione di impatto. Al termine del percorso, la figura avrà acquisito competenze necessarie nella progettazione culturale sostenibile;
- Accelerazione per l’ideazione di nuovi prodotti culturali attraverso sfide sui 3 macro-ambiti, applicando le competenze apprese nel percorso di formazione. Il servizio offre inoltre: supporto nella progettazione con tutor e mentorship di gruppo. Al termine del percorso, la figura sarà in grado di progettare servizi, attività ed eventi a basso impatto ambientale.
- Affiancamento On the Job, con attivazione di tirocini formativi retribuiti e non, presso spazi culturali italiani. Al termine del percorso, la figura sarà in grado di supportare Enti e spazi culturali nella progettazione di prodotti, eventi e servizi culturali a basso impatto ambientale e volti alla sensibilizzazione dei pubblici sui temi dell’ambiente e della sostenibilità.
Il percorso è finanziato dall’Unione Europea NextgenerationEU e realizzato con il contributo del MiC – Direzione Generale Creatività Contemporanea – Investimento 3.3 del PNRR – “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”, e in modo particolare del sub-Investimento 3.3.4: – “Promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente e del clima (Azione B I)”.
In sintesi, cos'è accaduto sin qui?
ACCELERAZIONE CON PROJECT WORK
Quattro tavoli tematici sono stati strutturati sulla base delle esperienze emerse dalla prima edizione di Lost in Transition e dei desiderata condivisi all’interno degli Stati Generali: Musica sostenibile | Sartoria Popolare | Programmazione culturale under-35 | Festival Assafà II edizione. Tra tutor, artisti e associazioni coinvolte: Filomena Filosa, Carlotta Novella, Davide Napoleone, Martina Tresca, Ass. Assafà.
FORMAZIONE NON FORMALE
In base alle competenze che si sono rese necessarie nell’accelerazione delle idee emerse dai tavoli di co-progettazione, è stato strutturato un percorso di formazione inteso come esercizi di cura per sviluppare conoscenze hard e soft per progettisti culturali. Tra questi: il coinvolgimento delle comunità attraverso l’arte tessile; il valore dell’empatia nella costruzione di relazioni; fundraising e nuove forme di sostenibilità attraverso la membership; posizionamento online tra spazi culturali e digitali; comunicazione sostenibile di temi insostenibili. Tra i tutor coinvolti: Nunzia Pallante, Anna Gesualdi e Giovanni Trono di Artegrado; Martina Bacigalupi; Emidio Torre; Max Magaldi, Ludovica La Rocca e Alessia Elefante di Blam.
AFFIANCAMENTO ON THE JOB
Durante i tavoli di co-progettazione e la fase di accelerazione, sono stati individuati alcuni profili che affiancano il team di progettazione e lo staff dei Morticelli per l’implementazione delle attività progettate mediante tirocini retribuiti e non.
EVENTI
Le fasi dell’accelerazione e dell’affiancamento on the job hanno consentito l’implementazione di nuovi servizi e attività culturali realizzati a Salerno e nel centro culturale iMorticelli.